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L’amore Invisibile – 5 Novembre 2016

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L’amore nuovo,
l’amore nuovo
che profuma di terra
e sa di menta;

l’amore nuovo,
figlio del cielo
che non ha cipigli,
liscio e convesso
come un cerchio di sapone,
ch’irretisce, inganna, mente;

l’amore nuovo,
come un vecchio
libro di poesie
dimenticato
nel buio
di lontananze improbabili…

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Dopo il debutto del 24 giugno 2016, a cui abbiamo avuto il piacere di assistere, torna in teatro, il 5 novembre a Roma, l’emozionante lavoro di Sandro Bagazzini

L’amore Invisibile

Uno spettacolo poetico che ha la bellezza di presentarsi al pubblico come un esperimento multi-artistico dove recitazione, musica, danza, poesia creano e distruggono, così come solo l’AMORE può fare.

Vi consigliamo questo spettacolo perché è emozione allo stato puro.

Un’unica serata, un appuntamento imperdibile che vede protagonista centrale ed indiscusso, l’Amore, unica vera forza motrice del mondo.
L’opera si presenta esposta in dieci movimenti che raccontano il viaggio di un poeta alla ricerca disperata della natura intima e profonda dell’amore, il quale si rivelerà poi lo specchio di un dramma più grande legato alla ricerca della verità.
Dentro le passioni, le delusioni e i ricordi, il dramma esistenziale lo condurrà alla via ascetica e infine di nuovo all’amore, “l’amore nuovo”, chiave e soluzione di tutto, invisibile perché invisibili sono i fili che ci uniscono, invisibile perché trascende il mondo dei sensi.

A raccontare questo viaggio si alternano chitarra, danza e voci narranti, dando voce e corpo a
dieci potentissime visioni artistiche che sul palco si trasformano in dieci quadri diversi.
Ogni quadro rappresenta un modo di amare che si anima attraverso un dialogo senza tregua tra musica, danza e recitazione; una fusione di linguaggi che va dalla musica classica a quella contemporanea, dal flamenco al jazz;
un’opera teatrale completa che mette varie forme di arte al servizio sempre e solo dell’Amore.

L’Amore Invisibile
5 Novembre 2016 – ore 21.00
Nuovo Teatro San Paolo
Viale di San Paolo, 12 – Roma

Ingresso: 15 euro
Acquisto Biglietti:
http://sandrobag.wix.com/sandro-bagazzini#!blank/c16fm

Ufficio stampa e promozione
Chiara Bencivenga – c.bencivengaibero.it
Veronica Longhi- veronica.longhi22@gmail.com

FB: L’Amore Invisibile
Twitter: L’amore Invisibile
Youtube: Sandro Bagazzini

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Halloween Shoot – Chiusura Progetto

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Con la fine di ottobre è terminato anche questo progetto e com’è
giusto seguono le varie spiegazioni tecniche ed i doverosi ringraziamenti.

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Il progetto è nato grazie alla proposta del nostro fotografo Claudio Chiodi e si è evoluto con la partecipazione di Alessandro Giogetti.

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CREDITS
Foto: Claudio Chiodi e Alessandro Giorgetti
Chiara Bencivenga ( Trucco Thanatos)
Cloe Filippi (Trucco Skull)
Foto backstage: Staff LNT
Modelli/Modelle: Chiara Bencivenga, Silvia Capo,bClaudio Chiodi, Dame Diane, Flavia Federico, Cloe Filippi, Nicole Galletti, Massimiliano De Giuli,  Fabio Orsi, Gloria Piccinetti, Alessandra Pieroni
Ringraziamento speciale va a Riccardo Carta ed Asia Fina
Costumi: Nova Accademia di Fulvio Peroni, staff LNT
Trucchi: Staff LNT
Location: Antonio Federico, Sula Barbosa, Gloria Piccinetti, Riccardo Carta
Luci e scenografie: Flavia Federico, staff LNT

Editing sul blog e ricerca: Flavia Federico

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Aiuto nella ricerca:
Lucia Patrizi: Il Giorno degli Zombie
Davide Mana: Strategie Evolutive
Marco Siena: Prima di Svanire
Domenico Attianese: Helldoom’s Reign
Germano Hell: Book and Negative
Marina Belli: Space of Entropy
Cristiano Pugno: Blog di Beppe
Giordano Efrodini
Maurizio L.
Michele C.

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HALLOWEEN’S SHOOT – SKULL

“Visual Art Project”
presenta

“Halloween’s Shoot”

Progetto fotografico realizzato per la festività di Halloween
Gli scatti originali, datati 2016, sono di Claudio Chiodi ed Alessandro Giorgetti

Il personaggio
Skull

“La leggenda del Teschio Urlante

Nel XVII secolo
un membro della famiglia Pinney di Bettiscombe
si trasferì all`isola di Nevis, nelle Indie  Occidentali,
dove fece fortuna.
Negli anni  Quaranta dello stesso secolo suo nipote,
John Frederick Pinney,
tornò nella natia  Bettiscombe e portò con sé un fedele  schiavo di colore.
Prima di morire,
quest’ultimo  si fece promettere che il suo corpo sarebbe  stato riportato a Nevis
(o, secondo un’altra  versione, in Africa).
La promessa non fu  però mantenuta
e lo schiavo fu seppellito  nel cimitero del villaggio.
Pochissimo tempo dopo dal camposanto
cominciarono a provenire le urla più  terrificanti che si possano immaginare
e chiunque le sentiva rimaneva terrorizzato.
La  cosa andò avanti fino a che le spoglie dello schiavo furono riesumate
e il suo teschio fu  riportato nella casa di Pinney
e nascosto in  una nicchia appositamente ricavata sotto il  tetto.
Tornò la pace,
ma ogni volta che si  provava a portare via dalla casa il teschio
le  urla spettrali ricominciavano e i tentativi  venivano abbandonati.
Una volta un  membro della famiglia gettò il teschio in  un lago:
lo schianto fortissimo di un tuono seguito dalle solite urla terrificanti
lo convinsero però a ripescarlo in fretta e  furia
e a risistemarlo nella posizione  originaria.
In un’altra occasione il teschio  fu seppellito in giardino,
ma nel giro di tre giorni riuscì a risalire in superficie scavando  la terra con i denti.”

Per leggere altre storie riguardanti i teschi urlanti clicca qui.

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“I mostri sono reali e anche  fantasmi,
loro vivono in noi e molto spesso… vincono”

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PALABRAS – LA PAURA

Da dove deriva la paura?

No, non parliamo di quell’emozione in cui concorrono stati d’animo di apprensione, turbamento, ansia e sgomento,
ma della parola che la designa. Pa-u-ra. Tre sillabe che fanno rabbrividire.

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A quale base etimologica, dunque, attinge questo nome bello e misterioso?

Il termine paura, e con esso le varianti antiche pagura e paóra, risale etimologicamente al latino pavor, –ōris, dal verbo pavēreessere spaventato, sbigottito’, ‘temere, paventare’.
Successivamente pavor ha cambiato suffisso, esitando nel latino volgare *pavura.
Da questa base provengono anche lo spagnolo pavura e il francese antico paur.

Nella nostra letteratura paura appare per la prima volta in un verso del Ritmo Laurenziano, componimento giullaresco scritto alla fine del XII secolo o al principio del XIII. L’autore di questa poesia è un giullare toscano che rivolge lodi sperticate a un vescovo al fine di ottenere in dono un cavallo. Alcuni arcieri si aggirano minacciosi intorno a lui. Il giullare sente di essere in pericolo, sbigottisce e scrive: «Di paura sbagutesco».

La forma classica pavor − con cui si denominava anche il dio latinoPavore, personificazione del terrore panico in guerra − sopravvive nell’italiano pavore, voce dotta, che troviamo anche in autori non toscani come Giacomino Pugliese e Iacopone da Todi. Ancora nel Novecento il grande Carlo Emilio Gadda cedeva a questo cultismo: «Quel suo perenne pavore nei confronti del trillo del campanello».

Dal verbo latino pavēre e dal suo participio presente pavens, –entisderiva il latino volgare *paventāre. Di qui i verbi italiani paventare espaventare (con l’aggiunta del prefisso ex-) e i nomi comuni pavento e spavento.
Pavere, peraltro, è anche un verbo italiano. Si tratta, ancora una volta, di una voce dotta e non è un caso che il primo poeta a usarla sia stato il protoumanista par excellence Francesco Petrarca.

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Tornando al nostro paura,al plurale con questo termine si intendeva un essere immaginario creato dalla fantasia popolare e usato come spauracchio per i bambini. Pietro Fanfani, nel suo Vocabolario dell’uso toscano del 1863, ce ne offre un esempio eloquente: «Non ci andare, sai, laggiù: c’è le paure». Da questo significato, inoltre, paura ha assunto anche il valore di ‘persona di eccessiva magrezza, secca, allampanata’, proprio come quegli esseri che tanto atterrivano i piccoli.

L’uso antico ci rivela locuzioni e modi di dire piuttosto interessanti.Essere una paura, ad esempio, significava ‘essere pericoloso’: in Boiardo «Giovanetto era e de animo sì fiero / che a praticarlo era una paura». Sempre tra gli autori del passato non era rarissima la locuzione pisciare la paura, che rispecchiava il valore di ‘riacquistare coraggio, riprendere animo’. Erano altri tempi, sicuramente meno pavidi: oggi, invece, ci si piscia addosso dalla paura!

Chiudiamo con un modo di dire abbastanza comune: aver paura della propria ombra, ossia ‘spaventarsi o preoccuparsi per nulla’. Nel latino volgare questa espressione veniva icasticamente indicata dal verbo *exumbrare. Da questa voce derivano lo spagnolo asombrar e soprattutto il verbo meridionale assurmarse, con il valore di ‘aver paura, spaventarsi’. Il significato originario si è perso, tant’è che oggi a Monopoli, centro del Barese, si dice s’assòrme pure de l’òmbre só stèsseha perfino paura dell’ombra sua stessa’.

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Giovanni Laera

HALLOWEEN’S SHOOT – THE EXSORCIST

“Visual Art Project”
presenta

“Halloween’s Shoot”

Progetto fotografico realizzato per la festività di Halloween
Gli scatti originali, datati 2016, sono di Claudio Chiodi ed Alessandro Giorgetti

Il personaggio
The Exsorcist

” La possessione si definisce
come il fenomeno per il quale uno spirito maligno
alberga in un corpo riuscendo,
in determinati momenti detti di “crisi”,
a parlare e a muoversi attraverso di esso,
senza che la vittima possa fare nulla per evitarlo
(solo il corpo può essere posseduto, mai l’anima).”

Per saperne di più cliccate qui.

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“Il Demone è bugiardo,
mentirà per confonderci ma unirà alla menzogna la verità, per aggredirci!”

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Volete approfondire la tematica delle “Possessioni demoniache”?
Proseguendo con la lettura dell’articolo
troverete molti titoli di testi teatrali, romanzi, poesie, film.

Ricordiamo che i titoli citati possono non essere
di genere horror
ma legati solamente da personaggi o tematiche.

Se avete altri titoli da consigliarci scriveteli nei commenti!

Continua a leggere HALLOWEEN’S SHOOT – THE EXSORCIST

Halloween’s Shoot – Slanderman

“Visual Art Project”
presenta

“Halloween’s Shoot”

Progetto fotografico realizzato per la festività di Halloween
Gli scatti originali, datati 2016, sono di Claudio Chiodi ed Alessandro Giorgetti

Il personaggio
Slanderman

“La storia di Slenderman
è una delle vicende più inquietanti e misteriose
che si siano mai udite,
una storia sulla quale spesso è stata posata una cortina fumogena
per celare un terribile segreto che ha falcidiato la pace di intere famiglie
con quella che certamente può essere definita la più grande tragedia
che possa capitare a un essere umano:
il rapimento e la sparizione dei propri bambini.

Negli ultimi tempi,
anche grazie a un concorso fotografico che ha incentivato la creazione di numerosi fake,
si sono moltiplicati gli avvistamenti di Slenderman…
alcuni ovviamente falsi,
altri estremamente verosimili anche perché associati
ad effettive morti/sparizioni di bambini.

Slenderman appare come un uomo alto e pallido,
completamente privo di tratti somatici nel volto.
Indossa una giacca nera con una cravatta
e può far fuoriuscire tentacoli dalle sue spalle.
Capita, in rari casi,
che testimoni abbiano visto aprirsi una bocca,
fornita di denti aguzzi e una lingua nera molto lunga che usa per strozzare le vittime.

Lo Slenderman non ha una faccia.
Il suo obiettivo è quello di rapire i bambini,
secondo quanto si è riuscito a capire fino ad oggi.
Sono state ritrovate diverse fotografie nelle quali si trova in mezzo ai bambini,
proprio in parchi di divertimento,
giardini pubblici o comunque luoghi di ritrovo per i più piccoli.

Proprio nei luoghi delle apparizioni di questa misteriosa figura,
ogni volta si riportava la notizia della scomparsa di alcuni bambini.
Sono in molti ad affermare di averlo visto,
addirittura incontrato, oppure di averlo visto in sogno.
In alcuni casi,
delle persone sono riuscite a percepire la sua presenza
in luoghi bui o in boschi oscuri.

Nel Giugno del 2009,
un ragazzo che su YouTube veniva identificato come MarbleHornets,
iniziò a pubblicare dei video nei quali veniva ripreso un certo Jay,
uno studente che stava girando un film amatoriale per portare a termine un progetto scolastico:
purtroppo, questi improvvisamente scomparve,
e nei vari video è stato identificato proprio lo Slenderman.

Si dice che Slenderman sia il padre
di un bambino morto anticamente in un incendio
e che le fiamme gli avessero totalmente sfigurato il viso
(ecco perché lo Slenderman non ha tratti facciali).
Questo “padre” da allora si aggira sempre in luoghi dove sono presenti bambini,
proprio perché vuole ritrovare suo figlio morto;

Grazie ai suoi lunghissimi tentacoli può camminare anche come un ragno e prendere la forma di questo o anche di un albero.

Si dice che Slenderman faccia scomparire i bambini.
Per fare ciò usa diversi poteri
come ad esempio i suoi arti prolungabili o i suoi tentacoli.
Si dice che i  suoi tentacoli
abbiano un’effetto ipnotico che costringe le vittime ad andare verso di lui.

Non si sa che fine facciano le vittime.
Una delle tante teorie è che Slenderman li porti in un’altra dimensione.

In antiche stampe medievali viene mostrato uno scheletro con tante braccia;
alcuni pensano che sia la prima testimonianza dell’esistenza di Slenderman.

Nel gioco minecraft,c’è un mob basato sullo Slenderman,
sia per nome che per fisico: l’Enderman è uno strano uomo molto alto,
secco e con il corpo interamente nero con sfumature viola con l’abilità di teletrasportarsi, normalmente sarà innocuo ma se guardato negli occhi aprirà la bocca ed inizierà a perseguitare il giocatore.

La diffusione della leggenda su internet è impressionante,
così come il numero di fake,
che supera di gran lunga gli avvistamenti reali.”

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“Lo Slender che incute terrore nella profonda notte…
lui ti insegue ma te non lo vedi perché si nasconde nelle tenebre
e te ne accorgi solo quando è troppo tardi anche per un addio.
Lui di segue e ti guarda sempre”

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Continua a leggere Halloween’s Shoot – Slanderman