Quattro chiacchere con l’abisso: Jumanji e la stupidità dei liberali

Qualche giorno fa è uscita la prima foto dal set del nuovo Jumanji:

 

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Ora, il primo Jumanji è uno dei film con cui sono cresciuto da bambino, l’ho amato e non sono scandalizzato dal fatto che ne faranno un altro.
Detto questo, la follia critica dei fan per il sequel è stata subito sostituita, dopo l’uscita della foto di cui sopra, dalla follia del politicamente corretto. Karen Gillian è stata attaccata per i vestiti che indossa, probabilmente troppo succinti agli occhi di gente che non ha più sensibilità nelle mani.

Ma non voglio parlare di questo, perder tempo a spiegare come e perché gente simile abbia troppo tempo libero sarebbe uno spreco, qui vorrei solo far notare come, se al posto di sbraitare come scimmie ci si fosse messi un secondo a riflettere, la foto rappresenti alla perfezione quelli che sono, o che dovrebbero essere, i personaggi.

Partiamo dagli attori comici della situazione, Kevin Hart e Jack Black.
Entrambi sono vestiti in modo “Ridicolo” per far risaltare le caratteristiche tipiche degli attori.
Kevin Hart è piccolino e la spalla comica che si mette in ridicolo, in effetti indossa uno zaino enorme, abiti che fanno risaltare la sua piccola stazza e accessori (Il cappello, il fazzoletto rosso, il binocolo) che lo fanno risaltare rispetto agli altri in modo esagerato.
Jack Black, viceversa, è molto grosso, e grasso, e spesso interpreta parti di personaggi ridicoli che si prendono o si vogliono far prendere sul serio: la camicia stretta e i tasconi fanno risaltare la sua pancia e i suoi abiti stretti e “composti”, insieme agli occhialini e al cappello tipici di una tradizione di avventurieri “d’accademia”, rimandano sia alla sua presunta serietà e sono quasi ridicoli nel loro insieme.

Ora passiamo a quelli che dovrebbero essere i protagonisti del film, The Rock* e Karen Gillian.
The Rock è l’uomo forte e pronto a tutto, la persona seria rispetto agli altri due: inutile spiegarlo, abiti adatti alla situazione, comodi e utili, ma allo stesso tempo che fanno risaltare i suoi muscoli e i suoi tatuaggi.
Karen Gillian probabilmente è la ragazza intrappolata nel gioco, ma non una damigella in difficoltà, ed è bellissima: anche qui c’è poco da dire, gli abiti di scena mostrano le sue forme, ma allo stesso tempo riportano alla mente eroine dure e pure come Lara Croft, in grado di cavarsela da sole in ogni situazione.

La sintesi è che sono costumi di scena, servono al film, ci sono validi motivi per cui gli attori sono vestiti in quel modo anche se il motivo è semplicemente quello di mostrare la bellezza di un’attrice o il corpo statuario di un attore**, questo bigottismo dell’ultim’ora è semplicemente ridicolo.

Anzi, ci sarebbe anche una versione più sintetica della situazione, come ha esposto un amico: “Sì, ma si sa che i liberali sono così, litigano su tutto e su chi è più progressista. Capiscono solo le botte.”

Andate a guardare il film se vi piace, non ci andate se non vi piace, ma evitate di sembrare degli stupidi, non è bello. 

L’Abisso vi saluta, non abbiate paura di fissarlo, magari ci trovate qualcosa di interessante.

Domenico Attianese


*Chiunque senta il bisogno impellente di specificare che si chiama Dwayne Jhonson può risparmiarselo.

**Chissà perché nessuno si è mai scandalizzato per le centinaia di scene di attori senza maglietta nei film supereroistici.

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