Quattro chiacchiere con l’Abisso: John Carpenter Live

Oh, eccoci qui al primo appuntamento con la nuova rubrica, che è stata quasi un parto. Decidere di cosa parlare, decidere come chiamarla, decidere come impostarla…alla fine ho deciso che tratteremo di qualunque cosa mi passi per la testa, più o meno, anche se questa è stata la prima e più facile decisione.

Per il nome, beh, la storia è lunga e magari la racconteremo un’altra volta, ma è apparso quasi all’improvviso, forse proprio perché il soggetto del primo articolo sarebbe stato il Maestro dell’Horror John Carpenter. Nulla di più adatto per iniziare.

E allora su, iniziamo queste quattro chiacchiere.

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Ci sono molte cose che possono trasformare un pigro mercoledì in un giorno fantastico: alla porta vi appare il corriere di Amazon, sorridente e con un enorme scatolo di roba che attendevate da ben 24 ore; vi ricordate che di sera, per cena, vi aspetta la pizza di quella pizzeria fuori mano che però sa farla buonissima oppure scoprite che John Carpenter non solo verrà a fare una tappa del suo tour in Italia (Voi lo sapevate già che era a Torino e vi stavate organizzando), ma verrà anche a Roma, due giorni dopo e a due passi da voi!

Cosa fare, quindi, se non comprare di volata i biglietti, ovviamente alla minima distanza possibile dal palco, e attendere con ansia il giorno del concerto ascoltando in loop le colonne sonore dei suoi film?

John Carpenter, oltre ad aver girato quasi una ventina di film, di cui la maggior parte cult horror che sono riusciti a sopravvivere ai decenni in maniera spettacolare, è anche un compositore.

Ha infatti composto, o co-composto, le colonne sonore di molti suoi film e nel 2014 gli è venuta la brillante idea di iniziare a fare sul serio in questo campo e ha pubblicato il suo primo CD di inediti, intitolato “Lost Themes”.

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Il successo fu talmente grandioso che il Maestro presa una decisione che avrebbe reso felice tutti i suoi fan: suonare musica dal vivo, il che ci porta al 2016, non solo l’anno di “Lost Themes 2”, sempre insieme a Cody Carpenter, il figlio, e Daniel Davis, ma anche al tour che l’avrebbe portato qui, in Italia.
Ovviamente, quando uno come Carpenter fa una cosa simile, si inizia a ragionare sulle implicazione meta-artistiche di una simile impresa: l’influenza della musica sul cinema e del cinema sulla musica, la trasformazione delle colonne sonore dal film al live, il processo creativo…ma tutto questo è nulla in confronto all’emozione e alla potenza di una sua esecuzione dal vivo.

Il concerto, il secondo in Italia dopo quello di Torino, si è tenuto lo scorso 28 agosto, all’Auditorium Parco della Musica nella sala  Santa Cecilia, in una sala gigantesca e sorprendentemente piena* e percorsa da fremiti d’eccitazione quasi palpabili. Sembrava di essere in un alveare quando, all’improvviso, le luci calano, tutti si siedono in silenzio e attendono l’entrata del maestro accompagnandolo con scroscianti applausi.

Lo spettacolo è stato, non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo, stupendo. Carpenter e i suoi ragazzi alternavano pezzi delle colonne sonore dei suoi film ( “Fog”, “Il Seme della Follia”, “La Cosa”, “Grosso guaio a Chinatown” ed “Essi Vivono”, solo per citarne qualcuno) con proiezione di parti degli stessi a pezzi provenienti dai suoi due album, il tutto con un perfetto gioco di luci, o nebbia nel caso del pezzo da “Fog”, che ha reso il tutto incredibile.

Sarei stato lì altre due ore, le cose belle durano sempre troppo poco anche se da un certo punto di vista è stato un bene, visto che di fianco a me c’era un tizio che non è stato fermo un secondo, era l’unico che, in tutto l’auditorium, si agitava come se l’avesse morso una tarantola.

Snervante, ma non è riuscito a rovinare l’atmosfera e l’esperienza, anche perché ci sarebbero riuscite ben poche cose.

Nota a margine, al concerto ho finalmente conosciuto di persona due amiche che con cui fin ora avevo solo interagito via web: Lucia Patrizi, la signora e padrona de “Ilgiornodeglizombie” (Splendido blog cinematografico, andateci.) e Flavia Federico, si, la tizia che gestisce questo posto.

tizi

Lucia è stata risparmiata da questa gogna pubblica, almeno sul blog!


L’Abisso vi saluta, non abbiate paura di fissarlo, magari ci trovate qualcosa di interessante.

 

*La mia sorpresa, e il mio disprezzo verso l’umanità, derivano dal fatto che quando mi chiedevano chi sarei andato ad ascoltare il dialogo andava più o meno in questo modo

«Il concerto di chi?»
«John Carpenter! Non vedo l’ora!»
«Chi?»
«Il regista, suona pure!»
«Chi?»

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